
il mio ignorantissimo sabato pescarese è cominciato venerdì verso le 18e30 all’ipercoop di sambuceto. non avendo intenzione alcuna di avere qualsivoglia contatto con l’umanità per le prossime 60 ore, opto per una programmazzione enogastronomica dell’intero weekend. 3 orate, una spigola, 4 seppioline, 1 boccia di pecorino, una di montepulciano d’abruzzo, 2 di sangiovese di romagna: un’orata stasera + pecorino che già c’ho alla casa, un’orata sabato a pranzo col sangiovese, sabato sera seppie e pecorino nuovo, domenica a pranzo orata e sangiovese bis, a cena branzino poi si vede, montepulciano in panchina per varie ed evantuali. ok. tutto sotto controllo.
salta tutto per aria tre ore dopo. sarà i profumi del giardino, sarà l’aria fricicarella, sarà la nostalgia ma tu che ne sai di che sarà, ma mi piglia un raptus griglioso che mi taffio tutte le orate, ci bevo dietro il pecorino igt e poiché l’altra boccia me l’ero inventata brucio in modo ignorantissimo il monteplulciano. m’addormo con le budelle che cantano twist and shout tra rigurgiti acidosi.
mi sveglia la scossa verso l’una, niente panico, si è così abituati che oramai si capisce da noi epicentro e gradi richter. mi riaddormo.
sabato la mattina mi ricordo che devo ancora andare in comune per consegnare quel modulo per la tassa del rusco. c’ho provato a riempirlo in settimana, carte del catasto, rogiti, atti notarili, niet, non sono stato in grado. ‘sti cazzi. mi aiuteranno in comune, dai.
vado col mio modulo in bianco.
ci sta gente davanti all’ufficio. parliamo un po’ e mi accorgo che sono l’unico che non è stato in grado di svolgere il compito a casa. ma… ma.. ma io non ho trovato i metriquadri, solo i vani… ho guardato pure sull’atto d’acquisto e…none!!!!noneeeee… ma cchi shti a dicee! che c’entra qullù! lu catashte lu catashte, lu tiene lu catashte? io dico sì sì ce le ho quelle carte c’ho guardato ma mica ho capito… mi guardano tra il commiserevole e lo schifato. me li vedo coi cartelli alzati, a voi giuria, ignoranza, coefficiente di difficoltà 3 punto 5…
10, 10, 10….
è il mio turno, il tipo dell’ufficio tributi mi compila lui stesso il modulo tirando giù i dati dal pc, così ci spicciamo. mah.. non bastava che il modulo dicesse semplicemente ahò.. tutt a posht? sta come semprr? cioè, sapevano già tutto loro, io non no sapevo ‘sta minchia, perché tutto ciò?
vabbò. poiché la burocrazia mi mette un’ansia da cavallo, l’aver risolto l’icombenza con successo mi porta all’idea di festeggiare l’avvenuta dichiarazione all’ufficio tributi del comune di alanno 65020 passando dal macellaro carminucc. 30 arrosticini. 30, vaccaboia.
metto su la carbonella in giardino, sono in pantaloncini e ciabatte e il sole bacia la mia carne bianchiccia e flaccida. alterno 2 arrosticini, sorso di sangiovese, 2 arrosticini, sorso di sangiovese, paglia, 2 arrosticini….
poi all’arrosticino 17-18 mi chiama il prof. f. luminare mondiale della fisiologia. lui è un genio, io invece sono un tipo, son simpatico... il prof. f. c’ha una testa che te la spieghi solo coi cromosomi tanto per giustificarti e scaricare la colpa dei tuoi fallimenti su chi ti ha generato. mi propone la finale pallonara dei giochi del mediterraneo, stadio adriatico ore 21. dico di sì. orsù, finisco la pecora e di sbronzarmi poi gabanellona e fuori senza cena che questo basta per il battaglione sanmarco, penso. ma 2 arrosticini dopo il prof mi richiama per dirmi di andare da lui per le sette. ci facciamo una bella grigliata in terrazza da me e poi allo stadio, aggiorna. dico di sì e penso al colesterolo nelle arterie. ‘sti cazzi. ho ben altri guai. porto a termine la sbronza svuotando le due dita di grappa da una solitaria boccia caduta in disgazia e mi liquefo nel divano. ci starebbe bene un giro in bici. ma anche no.
francavilla a mare. salsicce, pancetta e agnello arrosto, birra doppio malto. arriviamo allo stadio che sono un girino di 78 chili.
lo stadio adriatico rifatto a nuovo è uno spettacolo. non ci andavo da 5 anni. bello davvero. solo la visuale è rimasta quella, cioè pessima. si ha l’impressione di essere ad anni luce dal campo. poi si comincia. la partita è di un nulla che più nulla non si può. non succede una cippa fino a 15 minuti dalla fine. buco della nostra difesa e gol della spagna. i nostri si svegliano e pareggiano con gol fantasma all’89. si profilano i rigori (non erano previsti i supplementari). ma al quinto di cinque di recupero, punizione per gli altri appena dentro la nostra metàcampo, spiovente lungo, lento, praticamente indolore, il nostro ultimo difensore è sul pallone, è solo o quasi, non è pressato, tutti pensano ai rigori, i giocatori, arbitro e sagnalinee, raccattapalle, spettatori, le mignotte di montesilvano, gli zingari di rancitelli… tutti tranne quel nostro ultimo difensore. intervento ignorantissimo, piattone a fil di palo da attaccante di rapina di razza. per qualche secondo non si capisce bene cosa sia successo. poi tutti comprendono. i giocatori, aribitro e sagnalinee, raccattapalle, spettatori, le mignotte di montesilvano, gli zingari di rancitelli, pure il nostro ultimo difensore adesso. autogol, spagna 2 italia 1, gioco partita incontro.
nel tornare verso casa alla radio compare uno spot con l’aida di verdi, e io ignorantissimo mi metto a canticchiare aleeeeè forza bo-lo-gna-alè forza boloooo-gnalè! forza rosso-blù! rosso-blù! rosso-blù! rosso-bluuuu…
mi viene da ghignare, che mi rifiguro la scena di in and out dove kevin kline mette su la cassetta per testare il suo livello di machismo per fugare dubbi sulla sua sessualità e non deve ballare no non ballare non ballare ma poi nun jea fa non resiste al ritmo di i will survive di gloria gaynor e balla e balla e balla e capisce che è gay. ecco. provate a mettere su l’aida e vedete se non vi viene da fare il coro da stadio. questo sì che è un test di oggettiva ignoranza. ed io l’ho superato. sono essenza distillata di ignoranza. quesht’è.
ripensando al mio sabato ignorante, ho continuato a ghignare fino a casa. ho cagato e poi sono andato a letto. chissà se dorme ‘stanotte il tipo dell’autogol, ho pensato. chissà se ha cagato anche lui. il mio ultimo pensiero de
il mio ignorante, ignorantissimo, sabato pescarese.